PASSI, PAESAGGI, PASSEGGERI

  ...e il treno delle 23,40  

Cerimonia di Premiazione

 

 

 

 

Eccoci, siamo giunti in stazione…  

Presto ciascuno di noi tornerà ai suoi impegni, alla programmazione di nuovi percorsi e si muoverà con altri mezzi diversi da questo treno virtuale che abbiamo scelto come icona rappresentativa di un viaggio fatto di parole, di pensieri e di tanta tanta voglia di condivisione: presto sì, ma non subito.

Siamo giunti in questa stazione dopo aver viaggiato a lungo, per diletto, per piacere o dovere, verso sé stessi o altri, comunque conservando un motivo valido dentro la tasca più vicina al cuore, che solo noi conosciamo e che non è importante confessare.

Qualsiasi sia stata l’aspettativa, il desiderio o anche solo la semplice curiosità che vi ha condotti a bordo, sappiate che, con il vostro esserci, avete scritto non solo le vostre storie ma quella del vicino, del personale di bordo, del bigliettaio, del capotreno… della piccola Maria Nakintu, di ciascuno di noi: me compresa.

Ho percepito passi di cui avrei sentito la necessità se non avessi avuto modo di incontrare l’eco dei vostri. Affezionandomi alla vostra presenza. Ho condiviso paesaggi le cui sfumature sono state più chiare per me, così come i contorni più nitidi, grazie alla vostra presenza. Non sempre, anzi quasi mai direi con certezza, ciò che vediamo da soli corrisponde alla realtà.

La soggettività è maestra, è consigliera ma spesso è anche ammaliatrice… in tanti si sta bene e per diversi motivi, è vero, tra questi c’è che con tanti occhi si ha l’opportunità di vedere il mondo per intero o quasi, sfruttando la potenza delle angolazioni.

Sono stata passeggero tra i passeggeri.

Abbiamo scelto il viaggio, di volta in volta. Dovevamo giungere qui, dove siamo oggi e questa era l’unica certezza. Salendo a bordo, tutti, abbiamo trattenuto tra costole e pelle un perché ma, ciò che è assolutamente innegabile, per tutti noi è che il “come” lo abbiamo stabilito assieme.

Parola dopo parola, pausa dopo pausa, accelerazioni, rallentamenti… e gallerie comprese.

Vi esorto a perseverare a non smettere mai di sentirvi parte integrante di questo splendido universo che si lascia percorrere in lungo in largo… stazione dopo stazione.

A voi la scelta di salire o scendere da un vagone o dall’altro, di restare o di andare e di farlo in qualsiasi momento… perché il treno delle 23,40 non è mai l’ultimo.

 Signore, signori, grazie per essere stati creatori indiscussi della quarta edizione del premio Caffè delle Arti .

 

 

Patrizia Vittoria Rossi

Presidente di "Caffè delle Arti"

PREMIO LETTERARIO, FIGURATIVO NAZIONALE

"Caffè delle Arti" IV edizione

L'Associazione Culturale "CAFFÈ DELLE ARTI" ringrazia:

EMANUELE GAGLIARDI

Presidente di Giuria, Scrittore e Presidente dell'Associazione Culturale "Scriviamo Insieme"

Per aver prestato la sua opera, in qualità di Presidente di Giuria, contribuendo al successo della IV edizione del Premio Letterario Figurativo "CAFFÈ DELLE ARTI" denominato "PASSI, PAESAGGI, PASSEGGERI..."

VITTORIO SCATIZZA

Scrittore, Giornalista, Rappresentante di Giuria

Per aver prestato la sua opera, in qualità di  Giurato, contribuendo al successo della IV edizione del Premio Letterario Figurativo "CAFFÈ DELLE ARTI" denominato "PASSI, PAESAGGI, PASSEGGERI..."

Patrizia Vittoria Rossi, Presidente di "CAFFÈ DELLE ARTI" ringrazia:

PAOLA GENTILE

Pittrice, Scultrice, Consigliere e Fondatore di "Caffè delle Arti", Presidente di Giuria per le sezioni artistiche

Per aver contribuito al successo della IV edizione del Premio Letterario Figurativo "CAFFÈ DELLE ARTI" denominato "PASSI, PAESAGGI, PASSEGGERI..."

MARIO ANGELO

CARLO DOTTI

Scrittore, Poeta, Vicepresidente e Fondatore di "Caffè delle Arti", Giurato per le sezioni letterarie

Per aver contribuito al successo della IV edizione del Premio Letterario Figurativo "CAFFÈ DELLE ARTI" denominato "PASSI, PAESAGGI, PASSEGGERI..."

BENVENUTI

SEZIONE NARRATIVA BREVE INEDITA

LA SCOMMESSA di Mario de Fanis

June 16, 2017

Primo Classificato

 

 

Tradizioni, spirito di rivalsa, caparbietà e fierezza, tipiche delle terre di Sicilia, si snodano fluide in una narrazione calibrata e ben contestualizzata.

In uno spaccato di vita così palpabile da percepirne il battito, l’opera ha il pregio, tra molti altri, di dettagliare emozioni, pensieri e azioni del protagonista, Zi’Menu, al punto di renderli tangibili sino all’epilogo che, inaspettato, commuove, coinvolgendo il lettore in una girandola vorticosa di sensazioni. L’impianto narrativo stabile e una indiscutibile padronanza del genere fa de

“La scommessa” un’Aurora, proprio come suggerito dall’epilogo…

Prenderne parte, come spettatori, è stato un privilegio.

HOOLU 23 di Enea Solinas

June 16, 2017

Terzo Classificato

Un ritmo incalzante, volutamente stringato e asciutto per ogni passaggio, uno scenario fantascientifico e una storia che sembra fatta apposta per essere bevuta tutta d’un sorso.

“Hoolu 23” è ben più di una semplice avventura.

L’autore dimostra genio, fantasia e un ottima capacità rappresentativa che gli valgono il riconoscimento di aver saputo destreggiarsi, per tutto il corso della stesura, supportato da un’intuizione verosimilmente rivoluzionaria, al pari di quella di cui possono fregiarsi solo i “fantapiloti”

LUCE di Doralisa D'Urso

June 16, 2017

Podio Caffè delle Arti: Primo Classificato

Tutto può succedere in un momento… con la stessa velocità con cui si muove la luce… eppure…

Eppure, il tempo di quest’opera di espande e si contrae immediatamente dopo, schioccando come un elastico teso e poi lasciato andare a intervalli ripetuti, di cui però è difficile seguire il ritmo. Lucidità, tempistica, chiarezza, genialità rendono “Luce” un’opera degna di attenzione.

L’autrice ha il pregio indiscusso di saper usare il ritmo, anticipando o posticipando i tempi, nel corso della stesura tutt’altro che facile. Ottima prova d’autore!

MINERVA di Ughetta Aleandri

June 16, 2017

Podio Caffè delle Arti: Secondo Classificato

L’autrice ha la peculiarità di “tradurre” gli incubi e di lavorarli con pazienza e dedizione tra le righe, assegnando loro un corpo, una voce e una concretezza disarmante per qualsiasi lettore che crede d’essere al “sicuro” dall’altro lato della storia.

Chi è Minerva? Dove risiede e come sarebbe possibile delinearne i contorni?

Sono solo alcuni dei quesiti che l’opera è capace di suscitare. Un finale aperto che rende tutto più sinistro.  Ottima la capacità narrativa di questa autrice, silenziosa e timida, che usa la sua penna come un fioretto.

L'ULTIMO TRENO PER CASA di Linda Barcaioli

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

L’abilità narrativa dell’autrice si manifesta in questo racconto simile a un congegno ben architettato fin dall’incipit: seducente e quasi scomodo che pare favorire un personaggio all’apparenza antagonista.

Vicende cariche di un’abilità descrittiva capace di fare uscire dalla carta le emozioni di corpi in balia di un buio morale, il cui riferimento rimane un cuore ancora prigioniero delle scelte.

IL TRENO PER LONTANO di Elisa Infante

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

Una girandola di colori, pensieri e intenzioni. Un viaggio possibile nell’impossibile.

L’autrice gioca con maestria con tempo e spazio, plasmandoli e modellandoli al fine di creare una “culla “comoda per eventi che sbalordiscono e che fanno sorridere al contempo. Una lettura leggera e dinamica ma anche lo spunto per riflessioni importanti. Un gioco di possibilità in occasione di un viaggio che sembrava aver perso tono e motivazioni.

Opera brillante e ben congegnata.

ULTIMA FERMATA di Giovanni Soldati

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

Il buio di una galleria, il viaggio e una manciata di tempo in polvere compongono, come elementi essenziali, questo racconto che oscilla tra tensione e calcolo delle probabilità. Una stesura ritmica e densa conferisce alla storia le caratteristiche di un thriller psicologico. Il finale inaspettato rafforza e concretizza la scelta dell’impianto narrativo, svelando, a sorpresa, una splendida allegoria dell’esistenza offerta sul piatto d’argento di un’ineffabile cura della narrazione.

IL CONVENTO DELLE DONNE PERDUTE di Grazia Marchesini

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

C’è abilità e calcolo nel condurre il lettore verso cambi di scena inaspettati e graduali, ma così intensi da rimanere appiccicati addosso come una colata di pece. In questa storia ciò che appare non è, e viceversa. Intense descrizioni fanno da abito al corpo del testo, sinuoso e accattivante ma al contempo duro e drammatico. Un thriller confezionato ad arte.

L’autrice dimostra ancora una volta le sue spiccate e coinvolgenti doti narrative.

L'EMENDAMENTO di Enea Solinas

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

La penna dell’autore delinea la fitta trama delle dinamiche umane, confuse tra i valori assegnati alle varie “interferenze” della società che ci ospita, tingendole, al fine di camuffarle, alle volte con aspetti umoristici che tuttavia lasciano spazio a quesiti profondi.

“Il mondo è grande perché coltiva in sé infinite piccole storie”, per quanto ci si possa tormentare nel percepire le miserie umane…

La politica è una cosa seria ma la politica, come presa di parte, costituisce sempre un giudizio e, proprio come dimostrato in questa storia, non rappresenta nessun tipo di forza costruttiva.

FRECCIAROSSA ROMA/MILANO di Grazia Marchesini

June 16, 2017

Premio Unico "Destini, destinatari, destinazioni"

 

Avvalendosi di un viaggio, introspettivo quanto reale nelle descrizioni, l’autrice sottolinea passaggi fondamentali per un buon vivere “secondo coscienza”.

Buona la contestualizzazione, vividi i contorni delle immagini rappresentate.

La presenza scenica dei protagonisti è avvalorata dalla velocità e incisività dei loro dialoghi.

La costruzione del racconto breve, al pari di una panoramica che ha l’obbligo di essere veloce ma al contempo il più completa possibile, non è sempre facile ma la scrittrice, Grazia Marchesini, dimostra di conoscerne le regole strutturali, avvalendosene per tutta la stesura in modo ineccepibile.

UN'ORA A SPASSO TRA LE NUVOLE di Daniele Ossola

June 16, 2017

Premio Unico "Fantasia"

È veramente un viaggio di sola andata quello che il lettore intraprende subito dopo l’incipit. Piacevolmente “intrappolato” in un mondo parallelo, dove tutto è opera dell’immaginazione più sfrenata, tra migliaia di immagini mutevoli, accattivanti e spesso capaci di strappare un sorriso anche al più annoiato dei viaggiatori, il lettore, da un unico punto di osservazione, ha l’occasione  di scorgere l’impossibile. Un’opera semplice ma che, non per questo, manca di mostrare la sua peculiarità: stimolare la fantasia senza possibilità d’appello. A spasso tra le nuvole… ancora e ancora, senza paura d’inciampare, senza timore di sostare o rientrare.

ESORDIO BAGNATO di Ireneo Gerolomino

June 16, 2017

Premio Unico "Vita che va"

Un umorismo sottile, e a tratti ben delineato, che è capace di sostenere l’intero racconto, piacevole e al contempo scorrevole, senza mancare di fare da “spalla” alle piccole frustrazioni in cui l’essere umano incorre nel corso delle sue esperienze. Un buon impianto narrativo, e la capacità dell’autore di fornire una chiave di lettura tragicomica, conferisce all’opera un carattere distintivo e pertanto la rende più che apprezzabile. È la vita che va e quella che resta… nel mezzo l’autore esterna i suoi pensieri, mettendoli a nostra disposizione con garbo ed eleganza.

ORE 23,40 ULTIMO TRENO di Rodolfo Andrei

June 16, 2017

Menzione di Merito

 

Degna di nota e di merito l’idea iniziale di spostare emozioni tipicamente umane, frutto di pregresse frustrazioni e paure, attribuendole a un protagonista per nulla scontato e la cui identità, sempre in bilico, risulterà chiara solo nell’epilogo.

Ben dosate, nel corso di tutta la stesura, le ombreggiature di un mal di vivere così radicato e denso da percepirlo palpabile. Un black-out temporale, lo spettro ottico visibile dei pensieri, un paio d’ali, due fredde rotaie e… l’ultimo treno, da prendere o da mancare, sono i pilastri di base, ben calcolati e mai instabili, di questo lodevole racconto breve.

COME CAPITAN SPAVENTA... di Isabella Coluzzi

June 16, 2017

Premio Unico "Storie senza rete"

Se vi fosse un palco a portata di mano Capitan Spaventa lo riempirebbe per intero!

L’autrice intinge il pennello nei colori forti e delinea un personaggio inimitabile che si muove come un attore del cinema muto.  Capitan Spaventa fa rumore tra le righe, la sua personalità rischia di scavallare le parole e…spesso accade… Occhi negli occhi con il lettore, lo sfida, lo beffeggia o forse lo adula: difficile resistergli. Spassoso, coinvolgente a tratti grottesco, questo racconto conserva inalterati i meccanismi giocosi e indispensabili delle commedie. Piacevolissimo.

ODYSSEUS di Silvia Colonna

June 16, 2017

Premio Unico "Ai confini del possibile"

 

 

È possibile, è possibile… è possibile!.

Dosando sapientemente emozioni e capacità narrative, l’autrice, al pari di un pioniere intergalattico, osserva e contestualizza una possibilità che non sembra essere così lontana: l’esistenza e la conseguente autonomia di decisionale della macchina intelligente.

Centellinando le pause, quelle ricolme di pensieri e, usufruendo di un’ottima padronanza di linguaggio, l’autrice “confeziona” un racconto che, anche se in parte denso di una drammaticità emozionale inscindibile dal contesto, appare leggero e piacevole nonostante il forte messaggio contenuto e condiviso.

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SEZIONE ARTI FIGURATIVE: PITTURA

PENDOLARI di Sebastiano Mendola

June 16, 2017

Primo Classificato

 

Opera monocromatica di accurata definizione in cui una scrupolosa trasposizione della realtà quotidiana è espressa in un’immagine di atmosfera sospesa.

Qui l’espressività dei soggetti crea le certezze di un travagliato vivere mentre la morbidezza delle pieghe, contrapponendosi, conferisce sensazioni di leggerezza e al contempo plasticità.

IL PRATO E IL CIELO di Gianfranco Zazzeroni

June 16, 2017

Terzo Classificato

 

L’artista pone in quest’opera un personalissimo linguaggio pittorico che innesca, nell’osservatore, la percezione che il fluttuare dei colori, nelle loro sfumature, non lasci nulla al caso nella rappresentazione di un universo armonico complesso.

La fluidità dei movimenti e la qualità tecnica creano una visione dimensionale affascinante e pregna di dinamismo.

PASSI DI DANZA - TANGO ARGENTINO di Maria Rosaria Fabbrizi

June 16, 2017

Segnalazione Speciale della Giuria

 

Quest’opera attrae per la pronunciata definizione dei due ballerini, delineati da un tratto spesso ma pulito che li pone in primo piano facendoli risaltare sul gruppo, più morbido, dei suonatori sullo sfondo.  L’espressività dei due volti, vicini e persi nella musica che li coinvolge, e i colori volutamente forti, creano un’atmosfera sensuale. Non da ultima, degna di segnalazione, la corretta prospettiva della scena.

DALLE PIRAMIDI AI CAMPANILI di Gennaro Iannarone

June 16, 2017

Secondo Classificato

 

Opera che trasporta lo spettatore in un mondo surreale, vagamente geometrico, reinterpretando spazi, stratificazioni ed elementi che si incastrano in sfumature cromatiche di terre, solo lievemente interrotte da un tocco di verde; il tutto immerso in un cielo senza tempo.

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SEZIONE OPERE EDITE E INEDITE DI POESIA

LA VOJA DE VIVE di Luciano Gentiletti

June 16, 2017

Primo Classificato

 

Attraverso il perfetto equilibrio degli elementi costitutivi dei versi, il poeta cela abilmente una struttura ritmica attentamente studiata, spogliandola della formale freddezza geometrica e mantenendone al contempo una solida compostezza, necessaria a sostenere e valorizzare le prosodie più coinvolgenti. Sono vibrazioni che odorano di umanità, che mai potranno essere riprodotte tramite una semplice formula e che possono esistere solo in quanto manifestazioni di una sensibilità innata e unica.

Nella poetica di Gentiletti, registro lessicale e ritmica, intesi nel senso più lirico, sono sempre in accordo con i temi trattati anche quando questi siano talmente delicati, o tanto sfacciatamente attuali, da rendere apparentemente impossibile il trapianto dal concetto prosaico all’espressione armoniosa.

L’indiscutibile abilità di Luciano Gentiletti è l’evidente esempio dell’opera letteraria artistica realizzata come linguaggio universale che raggiunge il lettore trascendendo le mere parole.

SALA DI STAZIONE di Nicola Cavaliere

June 16, 2017

Secondo Classificato

 

Tratti oscuri per descrivere un’oscura realtà che, data per scontata, sfugge all’uomo comune preso dallo spauracchio della corsa alla sopravvivenza quotidiana e indotto da un potere altrettanto oscuro.

Un’ineluttabilità con cui tutti vorremmo giustificare indifferenza e accidia, e che viene smascherata rovesciando la medaglia. Tutto ha inizio fin dal momento in cui si accetta di addentrarsi in un’atmosfera serale e lenta, rassicurante nella simmetria scolastica degli endecasillabi, che sembrano assumere presto un tono canzonatorio, ancora lontano da noi, che tratta tematiche che paiono non riguardarci.

Tredici endecasillabi a maiore, dal peculiare ritmo solenne a cui facilmente ci si “accoda”, seguiti da un ultimo endecasillabo a minore, dalle caratteristiche più pacate e intime che, proprio per questo, ci travolge con un’onda di ritorno, trascinandoci a peso morto nella risacca delle nostre responsabilità mancate.

ER RIGALO di Luciano Gentiletti e ER SAGRILEGGIO di Luciano Gentiletti

June 16, 2017

Terzo Classificato Ex-Aequo 

Attraverso il perfetto equilibrio degli elementi costitutivi dei versi, il poeta cela abilmente una struttura ritmica attentamente studiata, spogliandola della formale freddezza geometrica e mantenendone al contempo una solida compostezza, necessaria a sostenere e valorizzare le prosodie più coinvolgenti. Sono vibrazioni che odorano di umanità, che mai potranno essere riprodotte tramite una semplice formula e che possono esistere solo in quanto manifestazioni di una sensibilità innata e unica.

Nella poetica di Gentiletti, registro lessicale e ritmica, intesi nel senso più lirico, sono sempre in accordo con i temi trattati anche quando questi siano talmente delicati, o tanto sfacciatamente attuali, da rendere apparentemente impossibile il trapianto dal concetto prosaico all’espressione armoniosa.

L’indiscutibile abilità di Luciano Gentiletti è l’evidente esempio dell’opera letteraria artistica realizzata come linguaggio universale che raggiunge il lettore trascendendo le mere parole.

SIEDI QUI di Vincenzo D'Ambrosio

June 16, 2017

Primo Classificato

 

Una lirica tanto spontanea, dalla fresca intonazione di preghiera, e così ben eseguita che fa dimenticare qualsiasi tecnica e accoglie immediatamente nell’abbraccio di un tramonto, quasi fossimo discreti intrusi, nella parallela comunione di anime, legate da vincoli di sangue e di sentimento.

Tra immagini esplosive di una natura di cui ci si sente al cospetto e al contempo partecipi, in un miracolo di vita, le presunte gerarchie familiari si possono scambiare e assurgono a umile cornice di qualcosa di infinitamente più grande, un “Insieme”, come avverbio riscoperto, che esiste da sempre.

ISOLA DI MISTERO di Amelia Valentini

June 16, 2017

Secondo Classificato

La parola attuata come indizio perché i significati assumano significanze di intensità più profonda rispetto ai meri concetti in chiaro che, nella poetica di quest’autrice, vengono utilizzati quasi nel completo isolamento sintattico, rafforzandone la durezza dell’immagine nel contrasto dell’insieme.

Liberandosi dalla catena delle consecuzioni più scontate e rigide, il flusso dei pensieri penetra incontrastato nell’universo emozionale e senziente del lettore.

È espressione dell’inesprimibile, realizzata colmando le aree percettive con un amalgama fluido ma eterogeneo da cui, come un sussurro nei rumori, traspare la presenza dell’umana movenza.

NEL BOSCO di Marcello Signorini

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

L’abilità poetica di Marcello Signorini, con una rapida serie di sonorità che creano l’ipotesi scenica di onomatopee concettuali, trascina senza possibilità né volontà di resistenza in un atmosfera da cui subito si esce incontrando l’infinito.

AL SERAFINO 1 di Alceo De Sanctis

June 16, 2017

Premio della Giuria

 

Suggestive allusioni bibliche, sia nello stile che nella forma grafica, in un documento originale che ricorda un perfetto ciclostilato. I numeri delle chiose, seminati tra versi di diversa natura, a momenti danno l’emozione tesa di un messaggio cifrato. Musicalità, prosodie complesse, ritmi imprevedibili, accenti aggiustati su emozioni maggiori e nomi evocatori, forti quanto Dei e demòni, per esprimere l’inesprimibile, per dire e non dire concetti d’altri mondi eppure qui presenti.

NOSTALGIE D'OLIMPO di Gennaro Iannarone

June 16, 2017

Premio della Giuria

Versi slegati dalla tradizione classica di metrica per rincalzare, in un parallelismo concettuale che trova una centrata analogia nella struttura della lirica, il motivo espresso in tutta l’opera. In questo modo il poeta Gennaro Iannarone ci porta a sentire, ma al contempo toccare, la perdita di qualcosa che era nostro, portato via da un’altra cultura che ci ha sorvolato, trasformandosi tuttavia a sua volta da simbolo spirituale a macchina commerciale. Il ricordo che resta come anelito, getta il seme di una seppur tribolata immortalità in un intento che non cessa mai d’essere.